
Il Consiglio degli Stati si è espresso a favore del ritorno della Svizzera al programma Erasmus+ a partire dal 2027 e ha approvato il relativo stanziamento finanziario. Per quanto riguarda l’accesso senza esame alle alte scuole pedagogiche per i titolari di una maturità professionale, occorre ancora un po’ di pazienza. Il comitato consultivo di SUP SVIZZERA si è rinnovato: i nuovi membri sono stati accolti, mentre quelli di lunga data sono stati salutati e congedati.
Durante l’attuale sessione autunnale, il Consiglio degli Stati si è occupato intensamente del pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE (Bilaterali III)». In tale contesto, si è espresso a favore del ritorno della Svizzera nel programma Erasmus+ a partire dal 2027 e ha approvato il relativo stanziamento finanziario. In questo modo, studenti, apprendisti nonché docenti e professionisti potranno nuovamente beneficiare più facilmente dei programmi europei di scambio e formazione. Il Consiglio na-zionale esaminerà ora il progetto. Solo successivamente sarà presa la decisione definitiva. Per SUP SVIZZERA è fondamentale una partecipazione rapida e duratura al programma Erasmus+, affinché le scuole universitarie professionali e i loro studenti possano tornare a partecipare in modo affidabile agli scambi europei.
Per quanto riguarda l’ammissione senza esame alle alte scuole pedagogiche per i titolari di una maturità professionale, il Consiglio degli Stati ha prorogato fino a novembre 2028 il termine per il trattamento dell’iniziativa, su proposta della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura. In linea di principio, la richiesta gode di ampio sostegno. Tuttavia, si attenderanno dapprima i risultati dei lavori dei Cantoni e di un progetto pilota dell’Alta scuola pedagogica di Berna, previsti per l’inizio del prossimo anno. Successivamente si deciderà in merito ai prossimi passi e all’attuazione dell’iniziativa. SUP SVIZZERA sostiene la richiesta di un accesso semplificato e senza esame alle alte scuole pedagogiche per chi è in possesso di una maturità professionale.
Nell’ultima settimana di sessione si è inoltre tenuta la seconda riunione del comitato consultivo di SUP SVIZZERA di quest’anno, per la prima volta nella sua nuova composizione. Sono state accolte come nuovi membri Mathilde Crevoisier Crelier e Stefanie Heimgartner, nonché Sabine Östlund in qualità di direttrice, mentre io ho avuto il piacere di partecipare per la prima volta in veste di nuovo presidente. Al contempo, Isabelle Chassot, Brigitte Häberli-Koller e Katja Riem sono state congedate dalle loro cariche di membri del comitato consultivo, così come Toni Schmid dalla carica di direttore. A tutti loro rivolgiamo un sentito ringraziamento per il grande impegno profuso a favore del panorama delle scuole universitarie professionali.
Il Consiglio degli Stati ha respinto diversi interventi parlamentari presentati in passato in relazione a Hori-zon Europe. Tali interventi erano stati depositati quando la Svizzera poteva partecipare al programma di ricerca dell’UE solo in misura limitata. Dall’inizio del 2025 la Svizzera è nuovamente associata a Horizon Europe. Le richieste formulate sono pertanto considerate adempiute. Inoltre, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno approvato 58,3 milioni di franchi supplementari a favore dei programmi euro-pei di ricerca. L’importo è tuttavia inferiore di 9 milioni di franchi rispetto a quanto richiesto dal Consiglio federale.
Il Consiglio degli Stati ha giudicato superati diversi interventi inerenti alla salvaguardia della Svizzera come polo di ricerca e innovazione in relazione al programma europeo di ricerca Horizon Europe. Gli interventi erano stati presentati negli anni in cui la Svizzera, a seguito della rottura dei negoziati sull’accordo quadro istituzionale, poteva partecipare a Horizon Europe solo in modo limitato. La si-tuazione di partenza è nel frattempo mutata radicalmente. La Svizzera è nuovamente associata, con effetto retroattivo al 1° gennaio 2025, a Horizon Europe. Inoltre, il nuovo pacchetto di accordi tra Svizzera e UE porrebbe le basi per una partecipazione ai programmi di ricerca dal 2028 fino al 2034. Le misure sostitutive allora richieste sono state così in gran parte soddisfatte. Le due mozioni sono quindi state respinte e le sei iniziative cantonali stralciate dal ruolo.
Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno inoltre autorizzato crediti aggiuntivi per l’anno corrente, tra cui 58,3 milioni di franchi per programmi europei come Horizon Europe. L’importo, più elevato rispetto a quanto preventivato, è riconducibile all’aumento del budget per i programmi di ricerca e all’andamento del tasso di cambio. Rispetto alla proposta del Consiglio federale sono stati tuttavia tagliati 9 milioni di franchi. Tale importo era previsto come riserva, poiché inizialmente la chiave di ripartizione non era ancora stata fissata in via definitiva.
A suscitare discussioni è stato in particolare il «pacchetto di sgravio 2027» del Consiglio federale. Il Par-lamento ha deciso di ridurre l’impatto sul settore della formazione e della ricerca in misura minore rispetto a quanto inizialmente previsto: i tagli previsti per le università, Innosuisse e il Fondo nazionale saranno in parte dimezzati. Nel Comitato consultivo, presieduto per la prima volta da Regina Durrer-Knobel, l’attenzione si è inoltre concentrata sulle attuali tendenze nel campo dell’intelligenza artificiale.
Una delle tematiche centrali di questa sessione è stato il «pacchetto di sgravio 2027». Con questo pacchetto di misure il Consiglio federale mira a stabilizzare a lungo termine le finanze federali e ad evitare deficit strutturali a partire dal 2027. Anche il settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione è interessato dalle misure di risparmio previste, il che ha acceso intense discussioni in parlamento. Il Consiglio degli Stati, nella sessione scorsa, aveva già deciso di apportare diversi adeguamenti alla proposta originaria, riducendo notevolmente il volume di risparmio previsto per il finanziamento da parte degli utenti delle scuole universitarie cantonali. Invece dei 120 milioni di franchi inizialmente preventivati, si prevede ora di risparmiare 60 milioni di franchi. È stata inoltre attenuata anche la riduzione dei fondi per l’agenzia di promozione dell’innovazione Innosuisse: invece di una diminuzione del 10%, il Consiglio degli Stati ha deciso un taglio del 5%. Ulteriori adeguamenti hanno interessato i contributi vincolati a progetti destinati alle scuole universitarie, per i quali, su proposta del Consiglio nazionale, il volume di risparmio è stato ridotto in favore del previsto aumento dei posti di formazione per il personale medico. Anche il Consiglio nazionale si è espresso a favore della rinuncia a una cancellazione completa dei contributi vincolati a progetti dalla legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero. Inoltre, i tagli previsti al Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) sono stati dimezzati.
Durante la seconda settimana di sessione si è riunito anche il Comitato consultivo di SUP SVIZZERA per la sua prima riunione del 2026. La seduta è stata presieduta per la prima volta dalla consigliera nazionale Regina Durrer-Knobel, che il 1° gennaio 2026 ha assunto la presidenza del Consiglio degli Stati subentrando a Erich Ettlin. Focus delle discussioni, oltre ad altre tematiche politiche in materia di formazione, è stata l’intelligenza artificiale (IA) e i suoi effetti sulle scuole universitarie professionali.
Questa sarà la mia ultima newsletter di sessione. Il 25 marzo, previa elezione, affiderò la presidenza di SUP SVIZZERA a Benjamin Mühlemann, che è inoltre membro della commissione permanente della scienza, dell’educazione e della cultura e potrà quindi fare rapporto in prima persona. Ringrazio sentitamente per il dialogo degli ultimi anni e per l’interesse dimostrato nei confronti delle newsletter di sessione, che mi ha concesso l’onore di poter informare sui nostri temi della «Berna federale».